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Il valore del non costruito/The value of the unbuilt


Un progetto non costruito è un disegno, un’immagine. Bidimensionale perché ha solo due dimensioni, quelle del foglio, o quelle dello schermo del computer.

È un vortice di intuizioni, di linee che si intersecano tra loro in maniera non accidentale, un furore di forme, di pieni e vuoti che fluttuano, nei fogli e nella mente del progettista, in perfetta sintonia.

Una nube di soluzioni giuste, in linea con le richieste, rispettose del luogo e delle tradizioni locali, precise e selezionate a tal punto da essere necessariamente destinate ad essere accolte da tutti con un certo clamore.

Non costruito.

Un giudizio, una tale sentenza è il non costruito. Un risultato così ingiusto per un progetto così giusto è il non costruito. Qualcosa del perfetto ingranaggio progettuale deve aver bloccato la sua entrata di scena nel mondo costruito.

Cosa? Non lo saprai mai.



An “unbuilt project” is a drawing, an image. Two-dimensional because it only has two dimensions, those given by the size of the paper or the size of the computer screen.

It is a vortex of intuitions, of lines that intersect each other in an un-accidental way. It is a frenzy of forms, of fills and voids that fluctuate, on the paper or in the architect’s mind, perfectly tuning.

A cloud of correct solutions, which respect the requests, the context and the local traditions, so precisely selected to be destined, and, to be welcomed by everyone with a certain clamor.

Unbuilt.

Such a judgement, such a verdict is the unbuilt. Such an unfair result for such a fair project is the unbuilt. Something in the perfect designing mechanism must have stopped its debut in the built environment.

What? You’ll never know.